Corso di matematica propedeutica alla fisica: 6 Calcolo differenziale
6 Calcolo differenziale
.jpeg)
1. Richiami e notazione
Se abbiamo una funzione f: ℝ → ℝ, la derivata prima è definita come:
f′(x) = lim (h → 0) [ f(x+h) – f(x) ] / h
Questa formula misura la variazione istantanea della funzione in un punto, ossia la pendenza della retta tangente al grafico.
2. Derivate parziali
Se invece consideriamo una funzione f: ℝⁿ → ℝ con variabili x₁, …, xₙ, la derivata parziale rispetto a xᵢ si scrive:
∂f/∂xᵢ (x) = lim (h → 0) [ f(x₁, …, xᵢ+h, …, xₙ) – f(x₁, …, xₙ) ] / h
Essa misura come cambia la funzione quando si varia solo una variabile, mantenendo fisse le altre.
3. Differenziale totale
Per funzioni di due variabili (n=2), il differenziale totale è:
df = fₓ dx + fᵧ dy
Esso rappresenta l’approssimazione lineare della variazione di f al variare di (x,y).
4. Gradiente
Il gradiente di una funzione è il vettore delle derivate parziali:
∇f = ( ∂f/∂x , ∂f/∂y , … )
Indica la direzione di massima crescita della funzione.
5. Derivata direzionale
Data una direzione u (vettore unitario), la derivata direzionale di f è definita come:
Dᵤ f(x) = ∇f(x) · u
Essa misura la variazione della funzione lungo la direzione del vettore u.
6. Derivate di ordine superiore (variabile singola)
Se una funzione f è sufficientemente regolare (liscia), si possono definire le sue derivate successive:
f′, f′′, f^(3), …
Le regole di derivazione rimangono le stesse della derivata prima: linearità, prodotto, quoziente, catena.
Applicazione fisica
Se x(t) rappresenta la posizione di un corpo in funzione del tempo:
-
v(t) = x′(t) è la velocità
-
a(t) = x′′(t) è l’accelerazione
Quindi le derivate successive descrivono grandezze fisiche di interesse (moto).
7. Derivazione e sviluppo di Taylor
Sia:
f(x) = x⁴ – 4x³ + 6x²
Calcoliamo le derivate fino alla quarta:
-
Prima derivata:
f′(x) = 4x³ – 12x² + 12x
(Passaggi: derivata di x⁴ → 4x³; derivata di −4x³ → −12x²; derivata di 6x² → 12x)
-
Seconda derivata:
f′′(x) = 12x² – 24x + 12
(Passaggi: derivata di 4x³ → 12x²; di −12x² → −24x; di 12x → 12)
-
Terza derivata:
f^(3)(x) = 24x – 24
(Passaggi: derivata di 12x² → 24x; di −24x → −24; costante 12 → 0)
-
Quarta derivata:
f^(4)(x) = 24
8. Sviluppo di Taylor centrato in x₀ = 1, fino al secondo ordine
Calcoliamo i valori:
-
f(1) = 1 – 4 + 6 = 3
-
f′(1) = 4 – 12 + 12 = 4
-
f′′(1) = 12 – 24 + 12 = 0
Formula di Taylor al secondo ordine:
f(x) ≈ f(1) + f′(1)(x – 1) + ½ f′′(1)(x – 1)²
Sostituendo:
f(x) ≈ 3 + 4(x – 1) + 0
quindi:
f(x) ≈ 4x – 1 (per valori di x vicini a 1)
9. Derivate parziali e funzioni di più variabili
Sia la funzione:
f(x,y) = x²y + e^(xy)
Calcoliamo le derivate parziali e le derivate miste, passo passo.
10. Derivata parziale rispetto a x
fₓ(x,y) = ∂/∂x (x²y) + ∂/∂x (e^(xy))
Primo termine:
∂/∂x (x²y) = 2xy (trattando y come costante)
Secondo termine:
∂/∂x (e^(xy)) = e^(xy) · ∂/∂x (xy) = e^(xy) · y
Quindi:
fₓ(x,y) = 2xy + y e^(xy) = y (2x + e^(xy))
11. Derivata parziale rispetto a y
fᵧ(x,y) = ∂/∂y (x²y) + ∂/∂y (e^(xy))
Primo termine:
∂/∂y (x²y) = x²
Secondo termine:
∂/∂y (e^(xy)) = e^(xy) · ∂/∂y (xy) = e^(xy) · x
Quindi:
fᵧ(x,y) = x² + x e^(xy) = x (x + e^(xy))
12. Derivate miste
Derivata mista fₓᵧ:
fₓᵧ = ∂/∂y (fₓ) = ∂/∂y [y (2x + e^(xy))]
Usiamo la regola del prodotto:
∂/∂y [y · (2x + e^(xy))] = 1 · (2x + e^(xy)) + y · ∂/∂y (e^(xy))
Calcoliamo:
∂/∂y (e^(xy)) = e^(xy) · x
Quindi:
fₓᵧ = 2x + e^(xy) + y (x e^(xy)) = 2x + e^(xy)(1 + xy)
Derivata mista fᵧₓ:
fᵧₓ = ∂/∂x (fᵧ) = ∂/∂x [x² + x e^(xy)]
Deriviamo termine per termine:
-
∂/∂x (x²) = 2x
-
∂/∂x (x e^(xy)) = 1 · e^(xy) + x · y e^(xy) = e^(xy) + xy e^(xy) = e^(xy)(1 + xy)
Quindi:
fᵧₓ = 2x + e^(xy)(1 + xy)
13. Osservazione
Si vede che:
fₓᵧ = fᵧₓ
Questo è il teorema di Clairaut, come atteso perché f è di classe C² (derivabile due volte e continue).
14. Differenziale totale e approssimazione lineare
Per una funzione f(x,y) regolare, la variazione della funzione per piccoli incrementi Δx e Δy si può approssimare con il differenziale totale:
Δf ≈ df = fₓ(x,y)·Δx + fᵧ(x,y)·Δy
15. Approssimazione numerica
Consideriamo la funzione:
f(x,y) = x²y + sin(xy)
Vogliamo stimare la variazione partendo dal punto (x,y) = (1,0.5) con incrementi:
Δx = 0.01, Δy = −0.02
16. Calcolo delle derivate parziali
fₓ = ∂/∂x (x²y + sin(xy)) = 2xy + cos(xy)·y
fᵧ = ∂/∂y (x²y + sin(xy)) = x² + cos(xy)·x
17. Valutazione al punto (1,0.5)
xy = 1·0.5 = 0.5
cos(0.5) ≈ 0.877582562
fₓ(1,0.5) = 2·1·0.5 + 0.877582562·0.5
= 1 + 0.438791281
= 1.438791281
fᵧ(1,0.5) = 1² + 0.877582562·1
= 1 + 0.877582562
= 1.877582562
18. Calcolo del differenziale totale
df ≈ fₓ·Δx + fᵧ·Δy
= 1.438791281·0.01 + 1.877582562·(−0.02)
Passaggi numerici:
1.438791281 × 0.01 = 0.01438791281
1.877582562 × (−0.02) = −0.03755165124
Somma: 0.01438791281 − 0.03755165124 = −0.02316373843
19. Conclusione
Δf ≈ −0.02316
Ciò significa che f diminuisce di circa 0.02316 per gli incrementi dati in x e y.
Ecco il contenuto trasformato in testo semplice e copiabile su Blogger, con spiegazioni chiare e passaggi numerici:
20. Gradiente e direzioni di massima crescita
Il gradiente ∇f(x) è il vettore delle derivate parziali. Indica la direzione in cui la funzione f cresce più rapidamente, e la derivata massima in quella direzione vale:
|∇f|
La derivata direzionale lungo un vettore unitario u si calcola con:
Dᵤf = ∇f · u
Il valore massimo della derivata direzionale si ottiene scegliendo u nella direzione del gradiente:
max ∥u∥=1 Dᵤf = ∥∇f∥, ottenuto per u = ∇f / ∥∇f∥
21. Calcolo direzionale
Consideriamo la funzione:
f(x,y) = x eʸ
Vogliamo calcolare la derivata direzionale lungo v = (1,1) nel punto (1,0).
Calcolo del gradiente
fₓ = ∂/∂x (x eʸ) = eʸ
fᵧ = ∂/∂y (x eʸ) = x eʸ
Al punto (1,0):
fₓ(1,0) = e⁰ = 1
fᵧ(1,0) = 1·e⁰ = 1
Quindi: ∇f(1,0) = (1,1)
Vettore unitario nella direzione di v
v = (1,1)
Norma di v: ∥v∥ = √(1² + 1²) = √2 ≈ 1.414213562
Unit vector: u = (1/√2)·(1,1) = (1/√2, 1/√2)
Derivata direzionale
Dᵤf(1,0) = ∇f(1,0) · u = (1,1) · (1/√2, 1/√2)
Calcolo: Dᵤf(1,0) = 1/√2·1 + 1/√2·1 = 2/√2 = √2 ≈ 1.414213562
Osservazioni
-
La direzione di massima crescita è il gradiente stesso: ∇f(1,0) = (1,1)
-
Il valore massimo della derivata direzionale è ∥∇f∥ = √(1² + 1²) = √2
22. Gradiente e direzioni di massima crescita
Il gradiente ∇f(x) è il vettore delle derivate parziali. Indica la direzione in cui la funzione f cresce più rapidamente, e la derivata massima in quella direzione vale:
|∇f|
La derivata direzionale lungo un vettore unitario u si calcola con:
Dᵤf = ∇f · u
Il valore massimo della derivata direzionale si ottiene scegliendo u nella direzione del gradiente:
max ∥u∥=1 Dᵤf = ∥∇f∥, ottenuto per u = ∇f / ∥∇f∥
23. Calcolo direzionale
Consideriamo la funzione:
f(x,y) = x eʸ
Vogliamo calcolare la derivata direzionale lungo v = (1,1) nel punto (1,0).
1️⃣ Calcolo del gradiente
fₓ = ∂/∂x (x eʸ) = eʸ
fᵧ = ∂/∂y (x eʸ) = x eʸ
Al punto (1,0):
fₓ(1,0) = e⁰ = 1
fᵧ(1,0) = 1·e⁰ = 1
Quindi: ∇f(1,0) = (1,1)
2️⃣ Vettore unitario nella direzione di v
v = (1,1)
Norma di v: ∥v∥ = √(1² + 1²) = √2 ≈ 1.414213562
Unit vector: u = (1/√2)·(1,1) = (1/√2, 1/√2)
3️⃣ Derivata direzionale
Dᵤf(1,0) = ∇f(1,0) · u = (1,1) · (1/√2, 1/√2)
Calcolo: Dᵤf(1,0) = 1/√2·1 + 1/√2·1 = 2/√2 = √2 ≈ 1.414213562
Osservazioni
-
La direzione di massima crescita è il gradiente stesso: ∇f(1,0) = (1,1)
-
Il valore massimo della derivata direzionale è ∥∇f∥ = √(1² + 1²) = √2
24. Differenziale totale di ordine superiore e matrice Hessiana
Per una funzione f : ℝⁿ → ℝ con derivate seconde continue, la matrice Hessiana è:
L’espansione di Taylor fino al secondo ordine intorno a è:
25. Classificazione dei punti critici (n=2)
Se , definiamo:
-
e minimo locale
-
e massimo locale
-
punto di sella
-
test inconcludente
26. Minimo locale
-
,
-
Punto critico:
Hessiana:
Poiché , abbiamo minimo locale (in realtà globale).
27. Punto di sella
-
,
-
Punto critico:
Hessiana:
→ sella
28. Regole di derivazione per funzioni composte (catena multivariata)
Se con , , allora:
29. Catena
, ,
-
,
-
,
In : , , cos(0)=1
30. Applicazioni fisiche
Campo di temperature (legge di Fourier)
Per campo e conducibilità :
Flusso termico
,
Valutando in
Modulo:
Pendenza di superfici e piano tangente
Per
Pendenza lungo unità
Piano tangente
, punto (1,1)
-
,f x = 2 x + y = 3 f_x = 2x+y = 3 f y = x + 2 y = 3 f_y = x+2y = 3 -
z 0 = f ( 1 , 1 ) = 3 z_0 = f(1,1) = 3
Piano tangente:
Direzione
Lavoro di forze variabili
Lavoro lungo curva
-
Se
è conservativa (F \mathbf F ), lavoro tra due punti =F = − ∇ V \mathbf F = -\nabla V − Δ V -\Delta V
1D
2D
-
,r ′ ( t ) = ( 1 , 2 t ) r'(t) = (1,2t) F ( r ( t ) ) = ( 2 t 3 , t 2 ) F(r(t))=(2t^3, t^2) -
Prodotto scalare:
F ⋅ r ′ = 2 t 3 + 2 t 3 = 4 t 3 F\cdot r' = 2t^3 + 2t^3 = 4t^3
Verifica: campo conservativo, potenziale
31. Riepilogo operativo
Devi saper:
-
Derivare funzioni di una variabile e interpretare
,f ′ f' in contesti fisicif ′ ′ f'' -
Calcolare derivate parziali e gradienti di funzioni multivariabili
-
Usare il differenziale totale per approssimazioni e propagazione di errori
-
Calcolare derivate direzionali e identificare massima crescita tramite il gradiente
-
Costruire la Hessiana e classificare punti critici (minimo, massimo, sella)
-
Calcolare lavoro di forze variabili e riconoscere campi conservativi
-
Applicare il calcolo differenziale a campi di temperatura e pendenze di superfici
Commenti
Posta un commento